Amaplast – tiene il mercato interno, cala invece l’export

Il Centro Studi di Amaplast (l’associazione nazionale di i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma, aderente a CONFINDUSTRIA) ha elaborato i dati di commercio estero – pubblicati da ISTAT – relativi al primo trimestre di quest’anno.

Alessandro Grassi – presidente Amaplast

Il confronto con lo stesso periodo del 2017 evidenzia un incremento del 26% all’import e una contrazione di circa un punto delle esportazioni.
Tale risultato sembra confermare due fattori importanti. Da un lato la costante e consistente crescita degli acquisti dall’estero, segnale verosimile della tenuta
della ripresa del mercato interno, già evidenziata dai risultati più che positivi registrati a consuntivo
2017.
Come ha sottolineato il Presidente Alessandro Grassi in occasione dell’Assemblea dei soci Amaplast – svoltasi a Linz, in Austria, il 14 giugno – “è un dato di fatto che la propensione dei trasformatori italiani all’investimento è tornata a crescere e di ciò non possiamo che rallegrarci.
Dall’altro lato il rallentamento dell’export, che non sorprende più di tanto e può ritenersi fisiologico.
Dopo i primi due mesi dell’anno con segno ancora positivo, a marzo l’arretramento, in un certo senso atteso, anche alla luce della flessione degli ordini segnalata nelle ultime settimane dagli associati.
E’ ovviamente prematuro parlare di una fase di declino, fermo restando il fatto, però, che il comparto sta vivendo una fase positiva da almeno 7-8 anni (con l’eccezione del rallentamento verificatosi nel 2013) ed è logico quindi prevedere una congiuntura negativa nel breve o almeno nel medio
periodo, in un’ottica di ciclicità dell’economia.
L’indagine congiunturale svolta a metà giugno fra gli associati, relativamente al semestre in corso rispetto al precedente, rivela una previsione di stabilità del fatturato per il 51% del campione e di  miglioramento per il 38%. Quanto al livello degli ordini, il 42% degli intervistati non si aspetta variazioni mentre il 41% ipotizza una crescita.
Dopo un 2017 decisamente brillante per il settore, con una crescita a due cifre per tutti gli indicatori, è comunque lecito attendersi che l’anno in corso si chiuda ancora con segno positivo sia alla produzione sia al commercio estero, anche se con tassi di crescita più contenuti rispetto agli ultimi
anni.

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