Api Torino – Manifattura la ripresa è lontana

Gli imprenditori di Api Torino non perdono la fiducia nel futuro nonostante la manifattura sia in difficoltà e i mercati interni stentino ad ingranare la marcia giusta.

È la sintesi della situazione dell’economia e delle imprese, così come emerge dalla consueta indagine congiunturale condotta dall’Ufficio Studi di Api Torino su un campione rappresentativo di piccole e medie imprese.
“I dati che la rilevazione ci restituisce – commenta il Presidente di API, Corrado Alberto -, parlano chiaramente di una situazione che rimane critica. Ancora una volta dobbiamo sottolineare il fatto che non corrisponde al vero quanto provano a dirci i grandi numeri su una ripresa economica in atto. Qualche timido segnale positivo non deve ingannare. Di fronte a tutto questo, le ricette sono quelle che avevamo già indicato: attenzione agli investimenti delle PMI, sburocratizzazione delle procedure, chiarezza politica. Oggi continuiamo ancora a non essere un Paese attrattivo”. Alberto tuttavia sottolinea: “Emerge anche la volontà delle imprese di andare avanti, di investire e di creare occupazione: questa volontà non deve essere delusa”.  
Alcuni dati di dettaglio
Fiducia. Il livello di fiducia delle imprese rimane positivo ma si riduce – non di poco – rispetto allo scorso giugno: oggi il 45% circa degli imprenditori è ottimista, qualche mese fa era il 50%.
Manifatturiero. Netta spaccatura tra il comparto manifatturiero e quello dei servizi: il primo rivede ampiamente al ribasso le previsioni per fine anno, mentre le imprese dei servizi confermano le positive previsioni di giugno. In particolare, le indicazioni più negative sono fornite dalle aziende manifatturiere che non presidiano i mercati esteri. Per il manifatturiero, il confronto fra la prima e la seconda parte dell’anno è chiaro. Nel primo semestre 2017 la produzione è aumentata per quasi la metà delle imprese (segnando un saldo pari a +34,5%). Decisivo il presidio dei mercati esteri, a cui si rivolge oltre il 70% delle imprese manifatturiere. La capacità di saturazione degli impianti, giunta al 75,4%, ha confermato il miglior andamento della produzione nella prima parte dell’anno. Adesso gli imprenditori torinesi rivedono ampiamente al ribasso le proprie stime sui livelli di produzione: il saldo è pari a -2,0%, contro il +21,1% previsto a Giugno 2017. Di contro, le imprese manifatturiere presenti sui mercati esteri a ottobre segnano un saldo previsionale pari a +11,8%.
Investimenti. Le intenzioni di investimenti rimangono stabili: il 60% dei soci investirà entro fine anno. Per il 27% si tratta di investimenti economicamente rilevanti.
Impresa 4.0. Il 17,3% dei soci ha già attivato la richiesta delle agevolazioni fiscali previste dal Piano Calenda; il 37% prevede di farne richiesta entro l’anno. Solo il 5% non conosce il Piano Nazionale I 4.0.
Incassi. Sempre drammatica la capacità di incassare crediti scaduti oltre i 60 giorni (78% dei soci).
Portafoglio ordini. Si allunga la durata degli ordini raccolti nella seconda parte dell’anno; le variazioni più significative riguardano la riduzione dei casi con ordini di durata nei limiti dei 30 giorni (dal 45,6% delle imprese a giugno 2017 al 27,4% di ottobre 2017), mentre aumentano le imprese che hanno raccolto ordini fino a tre mesi (dal 20,0% al 32,1%).

Articoli correlati

MEWATEX, il panno eco-friendly
Cresce l’industria italiana delle pompe
Intralogistica 2018 Italia presenta il magazzino 4.0