Cina cresce la richiesta di manifattura meccanica

Cina economia di mercato? Concorrente o partner? Fornitori o terzisti? Il rapporto tra l’Italia e la Cina sta cambiando. Anima e il suo dipartimento internazionalizzazione monitorano le indicazioni provenienti da Bruxelles e Pechino stessa. Sono questi i temi del focus export in programma per il prossimo 8 febbraio in sede Anima

La Cina ha richiesto in misura crescente dal 2012 la manifattura meccanica. Durante il 2015 si è verificata una battuta d’arresto dell’export industriale, in parte recuperata nel primo semestre 2016 (+6,3%), pari a 403 milioni di euro.

La Cina è l’ottavo mercato export per l’industria meccanica italiana. Le valvole e i rubinetti rimangono il primo prodotto in cima alla lista dei desiderata cinesi, anche se rispetto al 2015 ha perso circa 20 milioni di euro di ordini (-18%). Le pompe sono state vendute per un totale di 45 milioni di euro. Nel 2016 le turbine a gas hanno raggiunto i 44 milioni di euro, distanziando gli 8 milioni dell’anno precedente. La stessa cifra è stata battuta dalle macchine da costruzione, in crescita dal 2015 (+25%). In controtendenza, gli impianti termici perdono l’11,8%.

L’8 febbraio presso la sede di Anima gli imprenditori potranno incontrare alcuni esperti dei settori del credito, della logistica, dei controlli in dogana e confrontarsi su casi concreti. Saranno presenti, tra gli altri, Ice e uno studio legale internazionale.

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