Intervista a Eraldo Bianchessi di Rollon

Eraldo Bianchessi: Rollon tra le eccellenze made in Italy

Quale può e deve essere il ruolo del manifatturiero nel nostro paese, lo abbiamo chiesto, in occasione di una lunga intervista che uscirà integralmente sul numero di settembre del giornale L’Ammonitore, a Eraldo Bianchessi CEO del Gruppo Rollon che produce componenti per la movimentazione lineare.

Il made in Italy piace eccome. A tal punto che negli ultimi anni sono salite a 48 le aziende italiane più famose nel mondo cedute a gruppi stranieri. Se da un lato ciò può far piacere soprattutto in taluni casi dove gli investimenti garantiscono continuità alle aziende, dall’altro, quello nazionalistico, lo “shopping” straniero un po’ preoccupa. Di eccellenze  italiane al cento per cento, per fortuna, ne abbiamo ancora molte, non solo nella moda, nel design e nel food, potendo contare su molte realtà imprenditoriali di alto livello in altri ambiti industriali come per esempio quello della Meccanica. Di queste aziende si parla poco, certamente non a sufficienza, perché con il loro tenace lavoro riescono a primeggiare nel mondo dando smalto al comparto manifatturiero italiano, spina dorsale dell’economia reale.

Dice Eraldo Bianchessi:”Il manifatturierio avrà un ruolo importate purché ognuno faccia la sua parte. Le Istituzioni devono occuparsi di creare una struttura del paese forte in grado di sostenere e agevolare il lavoro delle imprese, ma le aziende dovranno strutturarsi con un management qualificato per supportare con strategie mirate la vendita di un prodotto, quello made in Italy, di indubbia qualità. Questo lavoro di squadra, unitamente a una flessibilità del lavoro in linea con quella di tutti gli altri paesi europei, consentirà a molte eccellenze italiane di espandersi ulteriormente nel mondo, crescere di dimensione e, conseguentemente, contribuire al rilancio dell’Italia“.

Strategie di vera internazionalizzazione che non significa delocalizzare la produzione…

La nostra azienda ha un unico sito produttivo ed è  in Italia. Ritengo infatti che nel nostro paese si possa ancora produrre bene e a costi competitivi, Anzi, dopo la crisi del 2009 abbiamo chiuso la stabilimento che avevamo in Germania per concentrare tutto qui a Vimercate. I temi che invece sono da affrontare con urgenza in quanto troppo penalizzanti sia per le aziende italiane, sia per gli investitori stranieri che vorrebbero investire nel nostro paese, sono quelli della corruzione, dell’evasione fiscale e della certezza del Diritto a cui si aggiunge una burocrazia soffocante. In questo caso è la politica che deve dare delle risposte“.

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