Lasciarsi guidare dall’esperienza di Bosch

La connettività sarà la parola d’ordine dell’industria manifatturiera del futuro, e Industria 4.0 servirà a rendere le nostre aziende più competitive con l’aiuto di personale qualificato. Grazie a Bosch abbiamo scoperto applicazioni sorprendenti che vanno proprio in questa direzione

di Fabio Chiavieri

«Nei prossimi decenni il lavoro quotidiano nel settore manifatturiero subirà una radicale trasformazione. La collaborazione tra persone e macchine diventerà molto più intensa. L’Industry 4.0 aiuta le aziende e i lavoratori rendendo il lavoro più semplice. Inoltre, con una struttura di produzione flessibile, le aziende possono reagire meglio alle effettive esigenze del mercato».

Le parole di Gerhard Dambach, AD Bosch Italia, hanno dato l’abbrivio all’evento dal titolo “Industry 4.0 @Bosch. Lasciati ispirare. Concretamente”, un incontro organizzato per fornire certamente spunti di riflessione, ma soprattutto dimostrare che già molte imprese hanno fatto loro, magari a piccoli passi, i concetti della fabbrica digitale.

Per portare avanti questi discorsi occorre ovviamente circondarsi di partner competenti quali appunto Bosch che offre tutto ciò che riguarda la connettività in un’unica soluzione.

L’azienda tedesca lavora alle soluzioni Industry 4.0 già da diversi anni. Con oltre 250 stabilimenti di produzione in tutto il mondo, Bosch ha un’ampia esperienza nella tecnologia industriale e nell’uso del software, dei servizi e delle soluzioni di cloud computing, essendone essa utilizzatrice e fornitrice contemporaneamente. L’azienda offre tutto quello che occorre per la produzione e per l’intera catena di distribuzione in un’unica soluzione.

 

Le offerte Industry 4.0 per i clienti non comprendono soltanto le applicazioni software e i prodotti per la produzione e la logistica, ma anche servizi e consulenza. Questo permette di realizzare soluzioni su misura per ogni cliente. Nel 2020, Bosch prevede, con queste soluzioni di Industry 4.0, di aumentare il fatturato di oltre un miliardo di euro e di risparmiarne un altro miliardo. Una delle caratteristiche dell’offerta Bosch è l’apertura dei sistemi che si basano su piattaforme open source, quindi una integrazione, rispetto al panorama del mercato, molto più flessibile.

«Abbiamo pensato a questa giornata “Industry 4.0 by Bosch”, con l’obiettivo di presentare il nostro approccio a questa nuovo paradigma industriale attraverso tanti casi concreti e sfruttando il nostro duplice punto di vista sia di utilizzatori, grazie alla conoscenza dei nostri impianti, sia di costruttori di tecnologie abilitanti, senza dimenticare l’impatto organizzativo e delle competenze» spiega Sabrina Castellan Responsabile di TEC la scuola di formazione Bosch in Italia.

«Bosch ha la fortuna di essere, con i suoi 250 stabilimenti, l’utilizzatore finale di tecnologie tra i più grandi al mondo, per contro nel Gruppo esistono Divisioni che questa tecnologia la producono, la sviluppano e la testano nei plant Bosch direttamente» sottolinea Marino Crippa, Responsabile di Digital Factory @ Bosch Rexroth, e aggiunge «…Industria 4.0 non è solo tecnologia abilitante, peraltro già disponibile e usufruibile in ambienti industriali, ma soprattutto impone di ripensare i processi per creare vantaggio competitivo rispetto a un mercato che è cambiato. Non esistono ricette per Industria 4.0 ma ogni azienda deve cercarsi la propria strada proprio come hanno fatto le imprese che hanno presentato i casi applicativi in questa giornata che ha visto protagonista anche Bosch dal punto di vista del supporto realizzativo e dei prodotti».

Un esempio dal mondo agricolo

Quando si parla di digitalizzazione delle imprese si pensa immediatamente agli stabilimenti produttivi piuttosto complessi con prodotti di serie, ma in realtà non esiste limite all’applicazione dei concetti cari a Industria 4.0, dal settore Meccanico a quello Alimentare, da quello Automotive a quello dell’Agricoltura.

Maurizio Bogoni, Direttore Tenute Ruffino, uno dei produttori di vini più noti sia in Italia che all’estero, ha portato all’attenzione dei partecipanti quel processo di cambiamento legato a Industria 4.0 che può riguardare anche un’azienda agricola, in particolare nell’ambito della produzione di alimenti. Il vino è un alimento della storia italiana la cui qualità ha reso grande il nostro paese nel mondo; le Tenute Ruffino simboleggiano pertanto un’arte antica in continuo cambiamento e adattamento: «Il cambiamento è necessario perché i nostri campi sono all’aperto e l’effetto annata è fortissimo, d’altronde lavoriamo con esseri viventi che sono le nostre migliaia di piante. Un essere vivente che si adatta e cambia a seconda del suo rapporto con il clima, il terreno e altri fattori che portano un’incertezza sui risultati finali. I terreni sui cui crescono i vigneti sono anch’essi differenti in base alla tipologia di vino da produrre».

La necessità di aumentare la qualità a fronte delle problematiche accennate da Bogoni ha portato l’azienda a ripensare il processo di vendemmia che tradizionalmente viene fatta ancora a mano.

«Abbiamo pensato di esasperare questa operazione – dice Bogoni – conservando gli stessi risultati della vendemmia manuale, ma utilizzando una macchina innovativa, per automatizzare il processo, in grado di selezionare il prodotto in termini sia di pulizia che qualitativi».

Una macchina “pensante” dunque capace di utilizzare le informazioni derivanti da sensori per determinare la qualità dell’uva secondo il concetto di Precision Farming – agricoltura di precisione – quindi, adattando le scelte gestionali al comportamento del vigneto. Questa macchina, grazie all’uso di un GPS che segue le mappe dei vigneti caricate sul software, oltre a percorrere il vigneto filare per filare, possiede due tramogge di carico: in una manderà l’uva di alta qualità, nell’altra l’uva di bassa-media qualità, in altre parole essa segue un percorso qualitativo. Chiaramente l’uva raccolta in questo modo seguirà due percorsi diversi anche nella lavorazione.

«Un’analisi della sostenibilità economica di questo investimento, che ha imposto un tipo di organizzazione totalmente diversa, ha evidenziato un incremento del costo a ettaro pari a 253 euro – su una spesa complessiva di 6-7 mila euro per la Riserva Ducale Oro – il che significa 0,06 centesimi in più a litro, pari a mezzo euro in più a cassa; assolutamente sostenibili in rapporto alla resa del vigneto e alla qualità ottenuta» conclude Bogoni.

 

 

APPROFONDIMENTO

Bosch TEC, consulenza e formazione Industry 4.0

Con la propria scuola di formazione TEC, Bosch mette a disposizione la propria esperienza tecnologica attraverso un’ampia gamma di corsi di alto profilo tecnico e innovativo dedicati all’Industry 4.0. TEC crede nella formazione quale strumento concreto di crescita per un’azienda ed è nata per rispondere alle esigenze di formazione manageriale e tecnologica di collaboratori e clienti. Grazie alle esperienze capitalizzate in questo contesto, TEC vanta un’elevata comprensione dei processi aziendali e delle tecnologie industriali ed è apprezzata dai clienti per l’offerta di consulenza, il reclutamento delle risorse e la capacità di mettere a punto percorsi formativi ad hoc.

Mattia Macellari, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda Milano Monza e Brianza intervenuto all’evento Bosch su Industry 4.0 dice: «Il tema delle competenze è la chiave reale che potrà rendere il Piano Industria 4.0 una leva per recuperare la competitività perduta dalle aziende italiane. Perché ciò avvenga il mondo scolastico e accademico dovrà allinearsi alle esigenze di nuove figure professionali richieste dal mercato mentre attualmente c’è ancora troppo scarto soprattutto se facciamo riferimento ad altre nazioni come Germania e Francia».

 

 

 

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