Preconsuntivo UCIMU – trend positivo, Industria 4.0 e la Cina il futuro

Un 2017 positivo e ulteriore crescita prevista per il 2018, Massimo Carboniero presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “I consumi confermano che stiamo scavalcando la crisi e tornando ai dati precrisi”.

Claudia Mastrogiuseppe, Massimo Carboniero e Alfredo Mariotti

Il 20 dicembre presso la sede di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE si è tenuta la conferenza stampa di fine anno.

A tirare le somme del 2017 per il comparto dei costruttori di macchine utensili, robot e automazioni sono stati il presidente Massimo Carboniero e il direttore Alfredo Mariotti.

Il 2017. Un anno decisamente positivo come emerge dai dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU.

La produzione è cresciuta a 6.110 milioni di euro, +10,1% rispetto all’anno precedente. Dato segnato sicuramente dai un andamento del mercato interno decisamente positivo +16,1% pari a circa 2.670 milioni di euro e ad una buona performance dell’export pari a 3.440 milioni di euro, +5,8%.

Il 2018. Il trend positivo proseguirà anche nel 2018 facendo salire la produzione fino a 6.500 milioni di euro. Crescerà anche il consumo arrivando a 4.750 mln. di cui un +8,7% sarà registrato dal mercato interno e un +4,7% dall’export con 3.600 milioni di euro.

Rispetto alla crescita quasi esponenziale del mercato interni si vede una leggera decrescita delle esportazioni, così commentate dal Presidente UCIMU: “L’export è calato per la buona crescita del mercato interno sicuramente dovuto agli incentivi di Industria 4.0. Siamo molto soddisfatti di ciò che è stato fatto dal Ministro Calenda e dal Governo. Per questo motivo il Piano Industria 4.0 deve andare avanti, dando a nostro avviso impulso alla formazione.”

La riduzione del credito d’imposta del 40% – ha continuato Massimo Carboniero – in attività di formazione 4.0 è moto importante per far crescere il numero dei collaboratori. Industria 4.0 crea occupazione soprattutto tra i giovani e i dati che stiamo eleborando ci daranno conferma in questo senso”.

Export Cina. Secondo quanto riportato dai dati ISTAT i principali paesi di destinazione del made in Italy sono risultati: la Cina al primo posto con 248 mln (+11,5%), a seguire Germania e Stati Uniti.

“La Cina è tornata ad essere un mercato di sbocco della macchina utensile italiana”, ha commentato Carboniero.

“ Per questo motivo a novembre è stata organizzato in Cina il primo forum Italo Cinese, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, l’Ambasciata d’Italia, ICE e CMTBA, l’associazione cinese omologa di UCIMU. Dall’evento è emersa la forte complementarietà dell’offerta essendo l’Italia un paese specializzato nella customizzazione del prodotto rispetto ad una produzione cinese più standardizzata, ma numericamente elevata. Per questo motivo l’associazione proseguirà con azioni mirate a sostenere le imprese associate nella loro attività di internazionalizzazione in Cina per dare continuità a questa missione.”

BIMU 2018. A conferma della crescita e vivacità del mercato interno arrivano i primi dati della 31esima BIMU, presentati dal diretto Mariotti: “Sono oltre 450 le aziende che hanno già confermato la loro presenza a BIMU, opzionando una una superficie tre volte più ampia di quella della precedente edizione. Di queste aziende 175 sono estere, provenienti da 16 paesi a riprova dell’intenazionalità della manifestazione. Inoltre un dato importante è rappresentato da un 10% di aziende nuove. Quindi non solo macchine utensili, a deformazione e asportazione, automazione, robotica e tecnologie ausiliarie, ma anche digital manufacturing e tecnologie abilitanti”.

BIMU 2018 sarà lo specchio dei mutamenti e delle trasformazioni del settore manifatturiero, mettendo in mostra soluzioni riconducibili alla fabbrica del futuro.

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