“Dopo le forti perdite del 2009 e il rimbalzo del 2010, possiamo quindi affermare di essere ritornati ad una situazione di “normalità” nonostante la crisi abbia negativamente impattato in termini di erosione del margini e riduzione della capacità di programmazione  dopo la crisi del 2009 è evidente che le nostre aziende hanno dovuto cambiare pelle, diventare più flessibili, con tempi di risposta più rapidi e sempre più reattive anche nella diversificazione dei propri prodotti” ha commentato Tomaso Carraro, riconfermato nel ruolo di Presidente assiot nonché nuovo Presidente di Eurotrans, il comitato europeo dei produttori di sistemi per la trasmissione di potenza (nella foto Tomaso Carraro al centro con i due vicepresidenti Paolo Ramadori e Assunta Galbiati).
Più nel dettaglio rispetto alla flessione del fatturato complessivo del 2012 (-5,2%), che si confrontava con il sostenuto recupero del biennio precedente 2011-2010, caratterizzato da tassi di crescita elevatissimi, il 2013 chiude, per l’industria italiana dei Sistemi di Trasmissione Movimento e Potenza, con un fatturato complessivo che supera 6,2 miliardi di euro e con un leggero incremento (+0,7%) rispetto al 2012.

Analizzando le singole voci commerciali le consegne su mercato interno presentano un dato sostanzialmente positivo (+0,4% 2013 vs 2012) dovuto principalmente a due fenomeni: il primo, più strutturale, legato alle “esportazioni indirette”, ovvero la vendita di componenti a clienti nazionali che esportano prodotto finito all’estero e il secondo, che sta prendendo piede nell’ultimo anno, del cosiddetto “reshoring”, ovvero la ri-localizzazione di alcune produzione in Italia a seguito di una prima fase di internazionalizzazione.
Passando invece ad analizzare le importazioni si evidenzia una buona tenuta dell’Europa, anche in parte ricollegabile all’effetto “reshoring” all’interno dello stesso continente europeo, e un buon trend dell’America settentrionale, mentre sono in calo le importazioni dall’America centro-meridionale. Si registra un dato ancora più negativo per l’Asia, che pesa oltre il 25% del totale, in particolare dovuto al crollo del Giappone (-42,0% che perde circa 1,7% punti percentuali); a questo proposito il forte calo può essere imputabile non solo all’avvento di nuovi, agguerriti concorrenti (in primis la Corea) ma anche a nuove politiche commerciali da parte di diverse multinazionali giapponesi non più concentrate sul mercato europeo e su paesi con bassi tassi di crescita quali l’Italia.
A livello di export tiene l’Europa, in particolare grazie all’ottimo trend dei paesi fuori dall’unione monetaria (+9,8%), che presentano tassi di crescita particolarmente vivaci, mentre si evidenzia un calo dell’esportazioni verso l’America settentrionale, dovuta al calo degli Stati uniti (-6,9%); questo dato negativo potrebbero essere dovuto ad un sempre minore ricorso a produzioni estere da parte degli Stati Uniti, a fronte comunque di tassi di crescita positivi e ad un ritorno al manifatturiero inteso come asset importante per una concreta ripresa economica. Il primo paese a cui vengono destinate le nostre esportazioni resta la Germania, storico partner commerciale, positivi anche i trend del Belgio (+6,8%), importante centro logistico che attrae investimenti di multinazionali e della Cina (+16,1%), in ripresa dopo il calo del 2012. Da evidenziare un dato particolarmente significativo, ovvero che i primi 10 paesi in termini di export (70% circa del totale giro d’affari) presentino una performance globale sotto media (0,4% var. 2013 vs 2012 vs il dato globale pari a +0,9% 2013 vs 2012) mentre il restante 30% dei paesi verso cui si esporta registri un trend molto più vivace (+2,1% var. 2013 vs 2012).
Per quanto concerne il trend nella prima parte dell’anno in corso possiamo parlare di sostanziale stabilità rispetto al 2013, con un andamento molto diverso a seconda dei mercati di sbocco; in particolare risultano stabili i comparti automobilistico e agricolo, positivi quello dei veicoli industriali e oil&gas mentre soffrono eolico e siderurgico. La sostanziale tenuta è stimata anche per i restanti mesi del 2014, nonostante il perdurare di un clima incerto e un quadro generale debole.
A completamento di questi dati ricordiamo come l’Italia continua a giocare un ruolo di primissimo piano nel panorama mondiale delle trasmissioni di movimento e potenza, e in Europa segue a ruota la Germania.

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