L’Ammonitore n.6 settembre

Ottobre, andiamo. È tempo di fiere

di Fabio Chiavieri 

Finalmente si fa sul serio. Dopo mesi di attese, rinvii, incertezze mitigate dalle rassicurazioni dei vari enti organizzatori il mese di ottobre ci regala a distanza di pochi giorni le due principali fiere italiane dedicate alla meccanica. Due banchi di prova eccezionali che tasteranno il polso della situazione del comparto, con la certezza che i visitatori, pochi o tanti che saranno, avranno tutti un valido motivo per visitare i padiglioni, non fosse altro che per il disagio che dovranno affrontare per rimanere in fiera in tutta sicurezza.

In altri termini, chi si muove non lo farà per mera curiosità ma davvero sta mettendo in cantiere un progetto che richiede nuovi investimenti. Quindi se non si può escludere, vista l’emergenza sanitaria ancora lontana dall’essere risolta, un decremento dei visitatori rispetto alle passate edizioni, ciò non significa che gli espositori riceveranno meno richieste di preventivi. Più qualità meno quantità si diceva una volta.

L’Automazione, l’IoT e tutti gli elementi digitali che concorrono a rendere le aziende più moderne ed efficienti catalizzeranno l’interesse delle manifestazioni fieristiche della meccanica per molto tempo; d’altronde, come ha sottolineato il presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre Massimo Carboniero, intervistato in esclusiva su questo numero de L’Ammonitore, “la trasformazione dell’industria in chiave 4.0 non è certo conclusa”. Una trasformazione oltre che auspicabile ora anche obbligata.  “…L’emergenza sanitaria ci ha infatti dimostrato quanto non possa più essere una scelta ma, al contrario, sia un must per il mantenimento della competitività”. 

È un dato di fatto che le aziende più strutturate in termini automazione e di digitalizzazione abbiano retto meglio i mesi del lockdown e le settimane successive. 

Come spesso è capitato nel nostro paese, agli italiani vengono sempre riservati degli “autunni caldi” e quello che ci attende probabilmente sarà caldissimo. 

Le risorse provenienti dal Recovery Fund e, forse, quelle del MES, saranno manna dal cielo per rilanciare l’Italia: Dio non voglia che falliremo questa fondamentale opportunità di rinnovare le nostre infrastrutture e modernizzare l’intero paese. Tuttavia, i soldi provenienti dall’UE non arriveranno in tempi brevi per cui, nell’immediato, serviranno manovre di sostegno all’economia ma, soprattutto, di rilancio dei consumi. 

BI-MU e Mecspe cadono poco prima della fine dell’anno in cui sono in vigore gli incentivi del piano Transizione 4.0: un segnale di fiducia e un ulteriore incentivo alla ripresa degli investimenti.

IN QUESTO NUMERO

Anteprima 32 BI-MU
Intervista al presidente UCIMU Massimo Carboniero
Additive Manufacturing , con hp diventa realtà
Laser, oltre il virtuale con Amada


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