Lavorazione dei metalli: si fa presto a dire deformazione

Cosa significa al giorno d’oggi lavorare i metalli? Scartata da subito l’idealizzata immagine del fabbro intento a battere il ferro tra incudine e martello in un’oscura officina dai vaghi rimandi da proletariato sovietico, bisogna constatare quanto questo lavoro, che impegna l’umanità fin dagli albori preistorici della tecnica, si sia evoluto acquisendo sempre di più caratteristiche di precisione, automazione da industria 4.0 e lavorazione CNC.

Il metallo, in tutte le sue declinazioni chimiche, è un materiale che si caratterizza per una maggiore o minore, ma pur sempre presente, avversione alla flessibilità. Se diciamo “avere una salute di ferro” non ci stiamo certo riferendo uno stato di benessere pronto a indebolirsi con frequenza, anzi.

Questo, tuttavia, non significa che l’abilità, la perseveranza e l’ingegno umano non siano riusciti a trovare modi sempre più innovativi ed evoluti per adattare i metalli ai propri bisogni piegandoli, forandoli, sagomandoli o tagliandoli.

Proprio di questo si occupa Stox, l’azienda veneta lavora nel campo della carpenteria meccanica finalizzata al settore energetico industriale.

Tra le lavorazioni che offre un’azienda come Stox è possibile riconoscere operazioni quali foratura, fresatura, tornitura, alesatura e barenatura, ma anche la saldatura meccanica, manuale o robotizzata  o l’assemblaggio e le linee di taglio, ideate per creare pezzi unici su commissione e in base alle specifiche esigenze del cliente.

TUTTE LE FORME DELLA DEFORMAZIONE METALLICA

Qui però vogliamo concentrarci sulle diverse tecniche di deformazione meccanica, per dare un’idea della complessità e della varietà di operazioni che è possibile effettuare per trasformare i metalli e le componenti meccaniche e ridurle ai propri bisogni.

L’esistenza di così tanti modi di deformazione rappresenta probabilmente l’immagine più efficace della capacità umana di agire sul mondo per adeguarlo alle proprie necessità.

Le operazioni di deformazione metallica si possono dividere in quattro tipologie, quindi:

  • Rivettatura: è un processo manuale che consiste nell’unione di due o più pezzi tramite l’impiego di una rivettatrice o di rivetti. I rivetti sono quegli elementi metallici che permettono l’unione di due componenti laddove non sia possibile procedere con la saldatura.
  • Curvatura: qui l’operazione diventa facilmente intuibile. Si tratta di curvare determinate tipologie di elemento metallico (es. tubi o lamiere) fino a dargli la forma necessaria allo scopo per cui sono pensati.
  • Piegatura: può facilmente essere confondibile con la curvatura ma in effetti non si tratta della stessa operazione. Come nel precedente caso, però, lo scopo finale è quello di dare al metallo la forma desiderata.

Presso le officine Stox  anche la piegatura, così come la curvatura, può essere eseguita manualmente o, per una precisione e un’efficienza ancor maggiore, tramite macchine a controllo numerico  (MCN) che non lasciano margine d’errore al risultato.

  • Punzonatura. Come non pensare al conio delle monete di fronte a questo termine. In realtà quell’azione, che viene detta anche “batter moneta”, è il caso particolare di una lavorazione consistente nella foratura o incisione di una superficie metallica. Tramite un’apposita macchina, la punzonatrice, appunto, sul metallo vengono impresse forme o fori a seconda delle esigenze.

CNC, TIG, MIG E MAG: QUANDO L’INNOVAZIONE È VELOCE E PRECISA COME UNA SIGLA

Entrando in contatto con un’azienda che, come Stox, si occupa di carpenteria metallica nel 2020 è facile imbattersi in sigle quali quelle riportate nel titolo di questa sezione.

Non si tratta di oscure formule ideate allontanare i non addetti ai lavori, ma di semplici abbreviazioni, necessarie in un contesto in cui la specializzazione, l’innovazione e la richiesta di precisione esigono velocità e attenzione e non possono perdere tempo in prolisse spiegazioni.

Ecco perché in questa sede ci prenderemo un attimo per spiegare, anche a chi non fa parte di questo mondo ma vuole saperne di più, a cosa fanno riferimento

MIG, MAG E TIG rimandano al mondo della saldatura.

MIG (Metal-arc Inert Gas) e MAG (Metal-arc Active Gas) sono procedimenti di saldatura a filo continuo che, a partire dalla Seconda guerra mondiale, hanno preso sempre più piede per via della riduzione di costi legati alle componenti elettroniche utilizzate nelle macchine saldatrici. La differenza che separa queste due forme di saldatura sta, come è intuibile dal nome, nell’utilizzo del gas impiegato per la protezione del bagno di saldatura.

La saldatura TIG (Tungsten Inert Gas) definita anche GTAW (Gas Tungsten Arc Welding) è un’operazione di saldatura ad arco con un elettrodo di tungsteno infusibile che avviene sotto la protezione di un gas inerte e non ha bisogno di metallo di apporto. Sviluppata inizialmente per l’industria aeronautica, questa tecnica richiede l’intervento di operatori estremamente specializzati. Il vantaggio è che può sostituire la rivettatura andando a alleggerire e rafforzare l’unione di parti metalliche.

La sigla CNC (Computer Numerical Control) ci porta, invece in un altro ambito. Non si riferisce più a specifiche lavorazioni ma al modo in cui vengono eseguite. Dal cosa al come, insomma.

Le macchine a controllo numerico (e qui incontriamo una nuova sigla, MCN, ma facciamo riferimento allo stesso elemento) fanno sì che l’esattezza di un taglio, di un angolo di curvatura, dalla regolarità di una punzonatura vengano gestite e controllate da un computer.

Grazie al controllo di queste macchine la produzione diventa veramente “in serie” nel senso che gli elementi prodotti sono identici al millesimo di millimetro. Si eliminano, così, le possibilità d’errore, i costi legati agli scarti e alle eventuali perdite di tempo.

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