Occupazione: aumentano i posti di lavoro grazie alla Meccanica

Secondo Osservatorio Mecspe, Meccanica e Subfornitura industriale contribuiscono alla crescita dell’occupazione.

Nel 2016, per ogni 1.000 aziende dei comparti industriali Meccanica e Subfornitura, si creeranno circa 580 posti di lavoro in più. Questo quanto emerge dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf. Secondo l’indagine, per l’anno in corso,  il 32,6% delle aziende interpellate prospetta di incrementare il numero di addetti e solo un 3,2% prevede riduzioni. Tra gli strumenti a disposizione degli imprenditori e che facilitano le assunzioni c’è il Jobs Act, che  è stato un accelerante per il 65,6% delle aziende.

Ma non è tutto. Le aziende puntano ancora molto sulle risorse umane e sulla loro formazione. Per il 2016, quasi nove imprenditori su dieci (88,1%) investiranno nell’aggiornamento dei propri dipendenti, e quasi uno su cinque (19,3%) aumenterà il budget dedicato rispetto all’anno precedente.

Entrando in dettaglio sulla situazione occupazione italiana nel settore Industriale, secondo i dati Excelsior-Unioncamere elaborati da Senaf in occasione di Mecspe, nel primo trimestre 2016 si prevedono 146.270 assunzioni di dipendenti, anche se questo non significa un incremento di occupazione sul territorio perché non considera le cessazioni di rapporti lavorativi. Di queste il 19,5%, pari a 28.500, riguardano l’industria, con contratti che saranno a tempo determinato per il 48,6% e a tempo indeterminato a tutele crescenti per il 41,5%. Nello specifico: le Industrie meccaniche ed elettroniche prevedono di assumere, in questi tre mesi dell’anno, 8.490 operatori (29,8% del totale industria); le Industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo 4.300 (15,1%); le Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 4.080 (14,3%); le Industrie chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma 3.240 (11,4%); le Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature 2.920 (10,2%); le Industrie della carta, cartotecnica e stampa 1.160 (4,1%); le Industrie del legno e del mobile 1.090 (3,8%); le Industrie della lavorazione dei minerali non metalliferi ed estrattive 830 (2,9%); le altre industrie 2.390 (8,4%).

 

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