Pier Luigi Streparava: sempre Milano nel futuro di EMO

A pochi giorni dall’inizio della manifestazione, L’Ammonitore pubblica un’esclusiva intervista al Commissario generale di EMO Milano 2015 Pier Luigi Streparava.

Presidente, incominciamo dalle note positive. Sono da poco usciti i dati Istat relativi alla produzione industriale italiana (i dati sono relativi al 15 luglio scorso giorno dell’intervista, ndr). Un bel +3% su base annua da maggio 2015 a maggio 2014. Se le cose dovessero continuare in questo modo il 2015 sarà un altro anno molto buono per la macchina utensile in Italia. Cosa ne pensa?

Questo dato è certamente molto positivo, ma le previsioni per il settore della macchina utensile, come emerso anche dal recente incontro a livello di Cecimo, sono realmente anche migliori. Se saranno confermate potremo confermare una crescita del comparto di circa il 5%.

Lei è attualmente presidente della Camera di Commercio Italo Cinese. Dal suo osservatorio come vede questa frenata dell’economia cinese? Le aziende italiane che esportano in Cina fanno bene a preoccuparsi di questa situazione?

Eravamo abituati a una crescita dell’economia cinese a doppia cifra, ma era chiaro a tutti che prima o poi ci sarebbe stato un rallentamento, anche perché in molti ambiti industriali come per esempio quello automobilistico, l’industria cinese partiva da zero. Ora dobbiamo attenderci un fisiologico assestamento. Con la crisi, molte aziende europee costruttrici di macchine utensili, tra cui quelle italiane, hanno approfittato della forte richiesta proveniente dalla Cina, tamponando in modo sensibile il forte calo dei consumi interni. In questo momento il mercato è più equilibrato visto che l’Europa sta dando segni di netta ripresa. A mio avviso la Cina non deve essere più vista solo come una nazione dove investire ed esportare, come dimostra l’interesse di grossi gruppi cinesi nei confronti di alcune aziende europee ad alto contenuto tecnologico. Esempi significativi ne abbiamo avuti anche in Italia proprio nel settore della macchina utensile.

L’andamento altalenante delle borse spaventa molto i mercati di tutto il mondo per le ripercussioni che esso avrà sull’economia reale. Inoltre è difficile prevedere quali saranno le mosse del Governo centrale cinese per porre rimedio alla situazione in atto. Cosa dobbiamo attenderci a suo avviso?

È molto difficile prevedere quali saranno le mosse del Governo centrale cinese a fronte di una situazione peraltro in continua evoluzione. Quel che è sicuro, come concordano molti analisti, è la retromarcia effettuata dal Governo di Pechino che inizialmente ha permesso alle aziende statali di indebitarsi mentre ora le sta spingendo verso il mercato dei capitali a cui potranno accedere solo quelle che avranno un prodotto o un processo davvero interessante.

Torniamo a parlare di macchine utensili. Che EMO dovremo attenderci a inizi ottobre? Quali sono i segnali attuali?

Sarà certamente l’edizione migliore degli ultimi anni. Abbiamo superato i 120 mila metri quadrati di esposizione, oltre 1500 espositori e sono attesi 150 mila visitatori. Tutte le preoccupazioni iniziali sia interne, sia dei nostri partner europei sono sparite così come le perplessità legate alla concomitanza con Expo. Tutto questo grazie anche alla macchina organizzativa che si è mossa per tempo e che ha organizzato 30 conferenze stampa in giro per il mondo a cui è stato dato ampio risalto da tutti i media locali.

Sempre per quanto riguarda la concomitanza con l’esposizione universale trovo anzi che si sia una perfetta integrazione avendo oltretutto orari di apertura e chiusura totalmente diversi da quelli di EMO.

Un’integrazione anche nei contenuti se è vero che la tecnologia può e deve essere di aiuto affinché la produzione del futuro sia sempre più ecosostenibile. In questo contesto come si inserisce la macchine utensile?

Innanzitutto vorrei dire che all’interno di Ucimu è stato fatto un grande sforzo per introdurre il concetto di sostenibilità del mondo produttivo chiamato Blue Philosophy a cui molte aziende italiane stanno aderendo. Ma anche a livello di Cecimo, in accordo con il Programma Europeo, si stanno affrontando tematiche inerenti la progettazione delle macchine utensili orientata alla massima eco-compatibilità possibile. Ne avremo dimostrazioni proprio in questa edizione di EMO attraverso una serie di convegni organizzati sia dalle associazioni che dalle singole aziende.

È vero come si vocifera che questa sarà l’ ultima EMO milanese? Cosa ci può dire a tal proposito?

Sono voci false e tendenziose. A livello di Cecimo è già stabilito il prossimo ciclo delle EMO, quindi nel 2021 e nel 2027 questa importante manifestazione tornerà nuovamente a Milano.

Cosa si sente di dire a coloro che ancora non hanno programmato la visita a EMO Milano 2015 per convincerli a farlo?

Che si tratta di una grande occasione per vedere in Italia quanto di meglio offre il mondo della macchine utensile e dei sistemi di produzione. Inoltre ci sarà un ricco programma convegnistico che darà ampio spazio tra l’altro alle nuove tecnologie di produzione additiva e alla nuova filosofia produttiva Industria 4.0.

Nella recente assemblea Ucimu, sono emersi con forza tre elementi di grande disturbo alla ripresa della nostra economia: corruzione, tasse e costo dell’energia.

A che punto siamo su questi fronti? C’è da essere realisticamente ottimisti?

Rispondo alla sua domanda con un’altra domanda provocatoria. Nonostante paghiamo l’energia elettrica mediamente tra il 30 e il 40% in più delle altre nazioni europee; nonostante la burocrazia allunga i tempi di risposta delle Istituzioni in maniera esagerata; nonostante il livello della tassazione è tra i più alto d’Europa così come il costo del lavoro. Nonostante tutto questo, le aziende italiane riescono comunque a fare offerte che le rendono ancora estremamente competitive su tutti i mercati internazionali. Detto questo mi chiedo: se non ci fossero questi assurdi balzelli quale sarebbe oggi la posizione dell’Italia nel mondo? A qualcuno forse darebbe fastidio un’Italia così forte?

Dall’ultima indagine condotta dal Centro Studi Ucimu risulta che il parco macchine utensili italiano ha un’età media di 15 anni, pare quindi che ci siano ampi margini di incremento degli   investimenti all’orizzonte. Non pensa che la competitività delle nostre aziende passi attraverso questo investimenti?

Certamente c’è da augurarsi che ciò avvenga ma non dimentichiamo che affinché le aziende investano e assumano personale occorre che la situazione di mercato interno prosegua in maniera più decisa la strada che ha iniziato timidamente a intraprendere oggi, offrendo così opportunità di crescita sicure e prospettive di lavoro più certe.

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