Prepariamo un futuro migliore

È l’editoriale più difficile che mi sono trovato a scrivere in 25 anni di lavoro. Sono abituato a infondere messaggi di ottimismo basati su una grande ammirazione per ciò che le nostre aziende hanno saputo fare anche nelle situazioni più complesse. 

Negli anni 2000 abbiamo spesso sperimentato che un battito di ali di una farfalla dall’altra parte del mondo, si può trasformare in un uragano a casa nostra. Abbiamo affrontato momenti che pensavamo epocali sia per le nostre attività, sia per il nostro stile di vita. Penso all’attacco alle torri gemelle, alla crisi statunitense dei mutui subprime – più nota come fallimento della Lehman Brothers –, agli stravolgimenti che la “gentile” invasione cinese ha prodotto sul comparto manifatturiero mondiale. 

Un motto buddista dice che “se vuoi vedere gli effetti del presente, guarda le cause del passato, se vuoi vedere gli effetti del futuro guarda le cause del presente”. Il presente è ciò che conta. Quindi prendiamo atto di quanto sta succedendo e, senza dimenticare gli errori che abbiamo fatto, cerchiamo di unirci in un grande abbraccio – rigorosamente virtuale – e spiegare tutti insieme le nostre ali per volare alti, più alti di ogni male, facendo tesoro dei dolori che ci stanno affliggendo. 

Oggi ci rendiamo conto che ci sono valori che vanno al di là della speculazione economica e che gli sforzi che dovremo fare per rilanciare sia la nostra economia, sia la qualità della nostra esistenza devono concentrarsi sul reale benessere delle persone.

Investire nella Ricerca, nelle infrastrutture, nell’Istruzione dovrà essere un nuovo caposaldo da cui ricominciare dando concretezza alle tante parole che si sono sprecate in questi giorni ammantati da tanto sgomento. Ce la faremo! Si sente dire da più parti, e sono certo che così sarà. 

L’Italia è un paese forte che ha saputo sempre reagire alle più grandi avversità, centro nevralgico, economico ed etico, di un mondo mai così unito come ora. 

Pensiamo al presente, quindi, mettendo le cause per un futuro che sarà, se lo vorremo, meraviglioso.

Fabio.chiavieri@ammonitore.it

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