L’acronimo ISIT è stato inventato da S.T. SOFFIAGGIO TECNICA per identificare la questa nuova gamma di macchine per estrusione soffiaggio, riassumendone in una parola il tratto principale del carattere: semplicità italiana. È infatti composto dalla trascrizione della pronuncia nella nostra lingua di easy (“isi”) e dall’abbreviazione dell’aggettivo italiana (“it”). Ma l’azienda precisa subito che semplicità significa tutt’altro che rinunciare a un elevato livello tecnologico. La tecnologia garantita dal nome ST SOFFIAGGIO TECNICA è stata appunto semplificata, ma questo non ha comportato un passo indietro, bensì un balzo in avanti, per mettere a frutto e migliorare gli sviluppi raggiunti fino a oggi e, allo stesso tempo, superare l’aggravante contingente rappresentata dai tempi di crisi, proponendo un prodotto all’avanguardia a un prezzo di mercato concorrenziale.

Le novità principali

In tale chiave di lettura, le novità maggiormente evidenti si trovano nel gruppo di chiusura e nella sezione di estrusione.

Per quanto riguarda il gruppo di chiusura, due colonne in diagonale sostengono e fanno scorrere i piani portastampo. In diagonale perché, guardando frontalmente la macchina, una colonna si trova in alto a sinistra e l’altra in basso a destra, sul lato di estrazione dei componenti. In questo modo, la pinza di presa ed estrazione del prodotto soffiato dallo stampo non trova alcun intralcio anche nel caso in cui il pezzo e il relativo stampo siano più alti dei piani.

Il gruppo di chiusura si basa su tre piastre, una per il supporto di ciascun semistampo e la terza su cui è installato l’unico cilindro idraulico che movimenta le altre due. La forza di chiusura viene applicata nella parte posteriore di queste ultime attraverso una barra di flessione, che evita la trasmissione di spinte non equilibrate e qualsiasi deformazione. I piani possono raggiungere aperture molto ampie e vengono guidati nella parte inferiore per mezzo di guide prismatiche con cuscinetti a rulli ampiamente sovradimensionati.

L’estrusore monovite si basa sulla tecnologia HEX (High output EXtrusion) e presenta un’elevata capacità di plastificazione. Pertanto, è stato possibile ridurre il diametro delle viti senza che, anche grazie a un profilo speciale, ne risentissero le portate, consentendo così di diminuire le potenze in gioco, a tutto vantaggio del risparmio energetico.

Un sistema di riscaldamento a resistenze elettriche con un livello di efficienza pressoché uguale a 1 consente di trasferire in maniera ottimale il calore al materiale. Le resistenze sono isolate per evitare la dispersione di calore nell’ambiente e la vite non surriscalda il materiale anche quando ruota alla massima velocità. Il cilindro di plastificazione non deve più essere raffreddato per mezzo di appositi ventilatori, né la bussola di raffreddamento della zona di alimentazione richiede un raffreddamento intensivo, con ulteriori benefici in termini di riduzione del fabbisogno energetico complessivo dell’impianto. La mancanza di surriscaldamento permette, inoltre, l’ottimale controllo della temperatura della massa fusa.

La testa di accumulo a due cardiodi è di tipo FIFO (First In First Out) ed è dotata di diverter che provvede alla stratificazione bilanciata del parison. Più in dettaglio, nella sezione oleodinamica della testa, che consente l’estrusione tramite un pistone di espulsione, un trasduttore controlla la quantità di materiale accumulato mentre la velocità di estrusione e lo spessore del parison vengono controllati su 500 punti. La sezione intermedia di divisione termica pre-senta una flangia di unione del pistone di estrusione raffreddata ad acqua, il cui flusso è controllato da una valvola pneumatica. La sezione di accumulo ed espulsione del materiale è invece dotata di finestre di evacuazione dei residui carboniosi.

Anche i particolari contano

Il bancale di soffiaggio è dotato di una struttura collegata al basamento principale tramite una guida con cuscinetto a sfere, soluzione che, durante il cambio stampo, consente di “spostarlo” sotto una metà dello stampo e regolare in modo accurato la posizione dell’ugello di soffio. Il movimento verticale è motorizzato e controllato da un trasduttore lineare e la posizione può essere memorizzata. Una colonna di rinforzo chiude il gruppo in modo che possa essere utilizzato anche con l’ugello inclinato.

La struttura di base comprende un cilindro idraulico (per ugello di soffiaggio con corsa fissa singola) e uno pneumatico (divaricatore) ed entrambi possono essere inclinati su elementi conici. I cilindri pneumatici (supportati su guide lineari) vengono utilizzati per divaricare il parison e la regolazione della corsa di divaricazione nelle posizioni di apertura e chiusura viene effettuata in maniera indipendente per mezzo di un ammortizzatore.

La pinza di estrazione dell’articolo soffiato è regolabile in altezza per variare la distanza fra i punti di presa e la testa, in modo da ridurre al minimo gli sfridi di produzione. I bracci di presa, comandati pneumaticamente e sincronizzati per mezzo di ruote dentate, sono supportati da guide prismatiche con cuscinetti a ricircolo di sfere. Un cilindro pneumatico senza stelo a valvole integrate provvede alla traslazione. Il dispositivo non ha bisogno di alcuna lubrificazione, rendendo praticamente nullo il rischio di contaminazione del prodotto con- seguente alla caduta di olio o grasso. Le pinze di presa sono raffreddate ad acqua, che passa attraverso un circuito ricavato al loro interno.

La serie ISIT di macchine per estrusione soffiaggio è pensata prevalentemente per l’applicazione nel settore dell’imballaggio industriale e degli articoli tecnici. Al momento, le forze di chiusura vanno da 30 a 150 tonnellate, il volume di accumulo nella testa da 3 a 40 litri e le viti da 50 a 120 mm di diametro (tutte con L/D = 30).