SPS Italia 2016, intervista a Donald Wich

Donald Wich, Amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, risponde alle domande sui temi caldi di Industria 4.0 alla vigilia di SPS Italia 2016.

La Mass Customization o “personalizzazione di massa” nasce come nuovo paradigma industriale a seguito delle mutate esigenze dei consumatori nel corso degli ultimi anni. Mettere al centro le esigenze dei clienti diventa, quindi, sempre più importante. Di riflesso acquisiscono sempre più rilevanza le nuove tecnologie legate all’automazione, inserite nel contesto di Fabbrica Digitale o Industria 4.0. Su questi temi abbiamo chiesto a Donald Wich, in qualità di Amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, organizzatrice dell’evento italiano più importante per l’automazione SPS Italia che si terrà dal 24 al 26 maggio 2016, di darci il suo autorevole parere.

Donald Wich

Donald Wich

Dottor Wich, come reagiscono i fornitori di impianti, macchine, robot e sistemi di produzione a questa sfida? E come?

Le tecnologie per realizzare le fabbriche digitali sono totalmente disponibili e i fornitori di componenti, sistemi e software industriale sono in grado di proporre soluzione adeguate. Ciò che richiede più tempo è l’implementazione perché si tratta di un cambiamento epocale che coinvolge non solo gli aspetti tecnici, ma anche quelli sociali.

La Mass Customization è un obiettivo ormai alla portata di tutti?

Si, in linea teorica è vero. Tuttavia sono necessari investimenti mirati per poter ottenere i risultati desiderati. Come detto le tecnologie esistono e sono mature, affidabili e accessibili, ma è necessario ridisegnare i processi produttivi per rendere concreta la mass customization.

Dal punto di vista organizzativo, gestionale e tecnologico cosa comporta allinearsi a questo nuovo modo di approcciare le esigenze del cliente?

E’ un tema complesso perché coinvolge un cambiamento culturale, diversi profili professionali, una conoscenza degli strumenti e una capacità di analisi diversa. Per questo il tema Industria 4.0 è trasversale, per allinearsi occorre partire dalla scuola, dalla formazione.

Cosa sta facendo SPS per far avvicinare il più possibile le aziende a questo nuovo concetto di produzione industriale di beni personalizzati?

SPS Italia è una vetrina, ma anche una piattaforma di incontro fra domanda e offerta. Per questo abbiamo pensato di allestire un’area espositiva come una vera fabbrica, con soluzioni applicative per l’industria e la manifattura 4.0. L’area si chiama Know how 4.0 e sarà popolata da oltre 25 demo funzionanti, espressione in movimento dell’industria connessa. Il nostro è un compito di alfabetizzazione del mercato e proseguiremo su questo cammino che abbiamo intrapreso già lo scorso anno.

Simulazione, manutenzione predittiva, automazione: quali tra questi elementi saranno determinanti? E quali avranno il maggior margine di sviluppo nei prossimi anni?

Il cambiamento dei processi produttivi sarà guidato dall’automazione e in questo ambito temi quali la simulazione, per facilitare la progettazione delle macchine e impianti, e la manutenzione predittiva, per garantire la continuità operativa con risparmio di costi, saranno protagoniste di un grande sviluppo nel prossimo futuro. Per poter ridurre il time to market e il total cost of ownership sia la simulazione che la manutenzione predittiva saranno oggetto di importanti investimenti sia da parte degli OEM che End User.

 Come vede invece l’inserimento della realtà aumentata e di IoT (Internet of Things)?

L’Industrial IoT è direttamente collegato alla necessità di poter monitorare al meglio le singole macchine e gli impianti. Ad esempio la manutenzione predittiva ha bisogno di poter contare su molte informazioni prelevate dal campo, da qui la necessità di installare molti sensori le cui informazioni saranno validate ed analizzate da appropriati analitycs. Per quanto riguarda la Realtà Aumentata, anch’essa è direttamente collegata alla simulazione e alla manutenzione perché permette di “entrare” nel prodotto e verificarne la struttura e le funzionalità. Fare manutenzione con la realtà aumentata vuol dire, ad esempio, poter gestire macchine e impianti da remoto in tempo reale senza dover investire tempo e denaro in viaggi.

Dal punto di vista culturale, della formazione e occupazionale quale sarà l’impatto sulle risorse umane?

Come detto Industria 4.0 è un cambiamento epocale che comporta una rivoluzione nei processi produttivi e conseguentemente richiede anche una revisione profonda delle competenze richieste sia ai progettisti sia a coloro che devono gestire gli impianti. Cambia sostanzialmente la conoscenza richiesta e l’approccio ai problemi, per questo è assolutamente necessaria una nuova formazione che deve partire dalle scuole superiori e dalle università. Non ultimo un’interazione scuola-lavoro, come avviene in Germania, diverrà una nuova priorità.

 Per concludere, ritiene che questa rivoluzione industriale porterà dei benefici a livello concorrenziale per le aziende che riusciranno a seguirne i dettami?

La ragione che sta alla base di Industria 4.0 è la necessità di recuperare competitività nei confronti dei Paesi emergenti dove i bassi costi di mano d’opera hanno creato difficoltà alle nostre aziende europee suggerendo la delocalizzazione delle unità produttive. Questo processo ha indebolito la manifattura europea facendo perdere molti posti di lavoro e riducendo il PIL. La sfida di Industria 4.0 è proprio quella di recuperare quanto perso e rilanciare la manifattura in Europa. Sono convinto che la strada sia giusta e che i risultati non si faranno attendere.